Io no spik inglish (1° giorno)

scritto da Vince75
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Testo: Io no spik inglish (1° giorno)
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mirco.pezzenti@hotmail.it                                                                                                       Domenica 06 Agosto 2017 alle ore 19:22
francesco.caruso@libero.it
TO FLY WITHOUT FEAR (MA E' ARRIVATA ALL'ATTERRAGGIO)

Ciao Francesco,come va?
Ti avevo scritto tempo fa dicendo che quest'anno stavo pensando di fare delle vacanze alternative. Spalanca bene i padiglioni auricolari. Audite, audite. Dopo oltre dieci anni dai tempi della scuola serale, e solo otto mesi di un corso base (livello A2) ho deciso di andare in Inghilterra. A Londra, a fare una vacanza studio. Sarò da solo, nessuno della mia classe italiana mi ha seguito...non sono crazy come me?
Chi lo sa.I will survive, forse.
Il viaggio aereo tranquillo, anche perchè dura poco. Destinazione Stansted. E' l'aeroporto per i voli economici, d'altronde faccio Pezzenti non solo di cognome...do you remember?
Cielo nuvoloso, clima tutt'altro che caldo. Espleto le formalità burocratiche, ed ecco i primi problemi. Secondo gli accordi dovrebbe venire a prendermi un autista, incaricato dalla scuola di condurmi a casa della famiglia che mi ospiterà. Fornito di cartello con la scritta:"Lal School -Twickenham". Passano 10,20 minuti...o sono cecato o non c'è nessuno. Con l'ansia che sale, decido di usare il numero di emergenza fornito dalla scuola. Alla bell'e e meglio mi spiego, sperando che il mio l'interlocutore comprenda qualcosa. Io,invece,non capisco nulla; chi è dall'altra parte della cornetta parla un inglese troppo avanzato per il mio livello. Riaggancio, e l'ansia evolve verso qualcosa di più forte.
Ad un certo punto sento una voce alle mie spalle:"Mr. Pezzenti?". Un energumeno con il famigerato cartello; assomiglia a Booker T, il campione di wrestling. Mi cazzia un po', perchè secondo gli accordi che aveva preso con la scuola dovevo aspettarlo in un'altra area dell'aereoporto. Non ho voglia di litigare; mi scuso, e mi faccio dare una mano con i bagagli. Finalmente si parte.
Stranamente, almeno per me, il viaggio in auto è quasi più lungo di quello in aereo...ma dove mi hanno spedito quei trimoni della scuola? 33 Sandalwood Road, Feltham.

L'autista mi scarica la valigia, poi mi indica l'abitazione e dice di chiedere della signora Josephine Mauren. Prima di congendarlo gli do la mancia, ben dieci sterline. Per una volta crepi l'avarizia, se dovessi andare in default non sarà per quelle.
Josephine è una mulatta all'incirca della mia età o poco più, alta 1.65m.Capelli corti neri, porta dei vistosi orecchini a cerchio. Indossa una camicia tipo jeans,un foulard beige e una gonna azzurra. La casa è su quattro piani, i primi due occupati dai Mauren. Dopo brevi convenevoli  ("Nice to meet you";"How are you?";"How was your trip?" etc...) all'altezza del cancelletto di ingresso,Josephine mi invita ad entrare in casa. Mentre mi mostra la cucina tiro fuori i regali che le ho portato; si tratta di una copia della Lucia, tipica imbarcazione del lago di Como, e di un grembiule con rappresentato sempre il lago di Como. Un "thank you" algido, e si passa oltre.
Nel frattempo arriva anche George, il marito di Josephine. Stretta di mano vigorosa,è ben piazzato, e convenevoli di rito. Mi toccherà rigare dritto...fa il poliziotto.  Francesco, dovrò eliminare (o almeno limitare) le cammellate che ho fatto ai tempi della scuola...e anche dopo.
Poi c'è anche un figlio sui vent'anni, Liam. Studia, e a quanto mi ha detto Josephine a casa ci sta poco. 
Josephine mi mostra la mia camera. Ci sono:letto, armadio, mobiletto tipo comodino, tavolino. L'essenziale, né più né meno di quello che mi occorre. Dà su un cortile interno. 
Josephine mi invita a lavarmi e sistemarmi, poi andremo al supermercato locale a fare la spesa. Consegnadomi la lettera che é arrivata dalla Lal School mi dà l'appuntamento a "I'll see you in half an hour".
La lettera della scuola mi dà il benvenuto a Londra, dicendomi di presentarmi l'indomani alle 8 per l'iscrizione ed un test di ingresso. Seguiranno tre ore di lezione, e poi una ragazza dell'animazione ci farà fare un giro per Twickenham. Poi al pomeriggio vedrò cosa fare, la scuola è solo al mattino. Ho già prenotato varie escursioni:Buckingham Palace,London Eye etc...ma sono nei prossimi giorni.

Feltham sembra una cittadina tranquilla, non c'è in giro molto gente. Ma il centro commerciale è ben fornito, ci sono svariati negozi.
Al supermercato interloquisco con Josephine, mi racconta del suo lavoro come assistente sociale.In seguito mi chiede se ho delle preferenze alimentari. Sono di bocca buona, mi adatto facilmente. Per me compro qualche bottiglia di acqua minerale e un maglione. Sì, mi sa che ho fatto la valigia troppo "leggera". Se qui non fa caldo di pomeriggio, e siamo ad agosto, non credo che di sera migliori. Staremo a vedere.
Aiuto Josephine con le borse, e in una ventina di minuti siamo di ritorno a casa. Lei, si era dimenticata prima, mi consegna le chiavi del cancelletto e di casa.
Accuso un po' di stanchezza, e riposo in camera. Sarà il viaggio. O forse la tensione per domani. A scuola riuscirò a fare delle amicizie? Come sarà il professore? Mi troverò bene?

Ora ti saluto, Josephine mi ha chiamato. Pare che sia pronta la cena. Ha detto che ha cucinato degli spaghetti in mio onore.
Vediamo se la cuoca ha una buona mano, ti farò sapere.
Ciao.

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